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rebecca ferrari

E’ la più giovane della rosa delle gialloblu, ma in una stagione “monca” e un po’ sfortunata dal punto di vista personale ha dimostrato grandi capacità sia tecniche che caratteriali, e non ha alcuna intenzione di fermarsi qui: Rebecca Ferrari, giovanissima esterno delle Leonesse, si racconta per noi.

Classe 2003 – compirà 17 anni il prossimo 27 dicembre – Rebecca è al terzo anno di liceo, indirizzo psicopedagogico, e in questi giorni sta affrontando le ultime fatiche prima della chiusura dell’anno scolastico: «La didattica a distanza non è semplice come si possa pensare, perché gli studenti sono comunque più soli, e devono impegnarsi ancora di più per ottenere buoni risultati». Per quanto riguarda il futuro, dal punto di vista del percorso di studi, Rebecca ha già le idee chiare: «Mi piacerebbe fare psicologia, in particolare quella infantile. Amo stare a contatto con i bambini, e in generale vorrei riuscire a risolvere i problemi delle persone».

Per quanto possibile, in questi ormai tre mesi lontana dai campi di calcio, l’esterno gialloblu ha cercato di tenersi allenata: «Non è semplice, ed è anche normale sentirsi un po’ “vuota” senza la possibilità di allenarsi e giocare la domenica, perché il calcio è per me una valvola di sfogo importante. E poi mi mancano le mie compagne, lo stare insieme. Fortunatamente ho una casa col giardino, quindi riesco a tenere vivo il contatto col pallone e a fare gli esercizi che lo staff tecnico ci ha assegnato durante questo periodo di lontananza forzata dal campo. Non è la stessa cosa ovviamente, però ho cercato di dare il massimo anche in questa circostanza particolare».

Un cuore d’oro con un animo combattivo anche se, comprensibilmente vista l’età, ancora acerbo: «Sono una persona ipercritica con sé stessa, tendo spesso a sottovalutarmi. Ma questa stagione alla Viterbese per me è stata una rivincita. All’inizio ero un po’ frenata perché ero la più piccola e con tante mie compagne c’è tanta differenza d’età, ammetto che ho pensato che non sarei riuscita ad integrarmi e che non sarei stata all’altezza. Invece pian piano ho capito che qualcosa ero in grado di fare e mi sono trovata benissimo con tutte, è un gruppo davvero straordinario quello che è stato creato».

Nonostante il minutaggio, per varie vicissitudini, non sia stato elevatissimo per Rebecca Ferrari un bel bottino di cinque gol in stagione: «Sì, è stata una stagione un po’ sfortunata devo ammetterlo, con diversi intoppi tra cui un problema al ginocchio. Però tutte le volte che sono scesa in campo ho dato il massimo e sono orgogliosa di questo, e sono riuscita anche a togliermi qualche soddisfazione personale. Il mio gol più bello? Penso il gol del pareggio finale nel 3-3 contro il Velletri – era il 15 dicembre 2019, ndr -, un tiro al volo su cross dalla sinistra. Una rete bella e soprattutto importante perché decisiva».

Alle porte del mese di giugno è inevitabile pensare al futuro: «Non posso immaginarmi senza un pallone fra i piedi, voglio continuare a giocare perché il calcio è una delle cose più importanti della mia vita, sono letteralmente malata per questo sport. Anche quando sono con gli amici invece di mettermi magari a chiacchierare con le ragazze sto sempre a giocare a calcio con i ragazzi. E’ chiaro poi che vorrei continuare a far parte della Viterbese: qui ho trovato la mia dimensione ideale, all’interno di una società seria, preparata, organizzata e ambiziosa».

Fine delle restrizioni permettendo, magari si può fare un pensierino anche per una vacanza: «Speriamo, con i miei amici stiamo pensando, se sarà possibile, di passare una settimana a Sperlonga – nel basso Lazio, fra Terracina e Gaeta, in provincia di Latina -. Sarebbe un bel modo per cominciare a pensare di poter tornare alla normalità».