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L’ultimo appuntamento della nostra rubrica “Conosciamo lo staff” è dedicato a Raffaele Giudici, dirigente accompagnatore della prima squadra: sottufficiale dell’Esercito, tecnico elicotterista e…papà della nostra Carlotta!

Impossibile non chiederti di Carlotta per prima cosa: avresti mai immaginato di avere una figlia che gioca a calcio?
«No, sono sincero. Però poi quando vedi che prende a calci tutto quello che trova già da piccolissima capisci che c’è una passione che va oltre e che non ha senso ostacolare. Ovviamente all’inizio era un po’ strano, soprattutto perché giocava con i maschi, ma poi ci si fa l’abitudine e non ci si fa più caso. Ora, ovviamente, aver trovato una società del territorio, oltre ad essere stata una bella sorpresa, ha dato la possibilità a Carlotta di tornare a giocare dopo qualche anno ma sarà anche stimolo per tante altre ragazze come lei»

Segui il calcio? Anche quello femminile?
«Sono un tifoso moderato, diciamo così. Non sfegatato. Da giovane ho giocato a livello amatoriale, nulla di impegnativo. Per quanto riguarda il calcio femminile lo sto scoprendo adesso grazie a Carlotta e devo dire che è una bella realtà. Mi diverte molto vedere le partite, mi sta “prendendo” veramente».

Come è nato il tuo ingresso nello staff?
«Sono stato “travolto”, in senso positivo ovviamente, da Andrea Firrincieli che, vedendomi sempre presente a tutti gli allenamenti e alle partite – accompagno Carlotta perché siamo gli unici che vivono nel viterbese e la squadra è di stanza a Roma – mi ha prospettato l’idea di entrare a far parte della società come dirigente accompagnatore. Ci ho pensato un po’ su anche perché si sarebbe trattata di un’esperienza totalmente nuova per me, però l’entusiasmo di Andrea mi ha contagiato e allora ho accettato».

Raccontaci cosa fa un dirigente accompagnatore
«E’ un ruolo di contorno, di supporto allo staff tecnico e alla squadra. Cerca di creare amalgama fra queste due entità e fra le ragazze stesse. Tanto dialogo, presenza e collaborazione con le giocatrici, sia durante la settimana di allenamenti che il giorno della partita. Mi piace molto farlo».

Un giudizio sulla squadra e sul suo percorso
«Fin dai primi allenamenti e partite ho visto un gruppo sereno, che ha piacere a giocare e stare insieme e che in campo si esprime come una vera squadra. Non ci sono individualismi e non ci sono giocatrici che fanno “pesare” la loro carta d’identità ma anzi sono sempre molto disponibili nei confronti delle più giovani come Carlotta. Per quanto riguarda i risultati penso che ci sia poco da dire. E’ stato fatto fino allo stop un percorso incredibile che credo in pochi, se non nessuno, avrebbero mai immaginato, e la vittoria contro il Cassino è stata la ciliegina sulla torta. Ora mancano due partite, di cui una decisiva col Frosinone, però le ragazze sono carichissime».

Sperando di poter tornare in campo il prima possibile
«Sì, ma non tanto per quanto riguarda il giocare in sé, quanto significherebbe che siamo usciti da questa situazione drammatica e che l’Italia intera si sta rialzando».

Ti chiediamo di tornare, infine, nei panni di papà e di dirci come vedi Carlotta
«Entusiasta, e questa è la cosa più importante, che mi emoziona. Dal punto di vista sportivo sta migliorando tanto e vedo che è apprezzata dal resto della squadra. Sono felice per lei, è il mio orgoglio».