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Nuovo appuntamento con “Conosciamo lo staff” della Viterbese Calcio Femminile: il protagonista è Ottavio Celestino, preparatore atletico e collaboratore tecnico di mister Edoardo Artistico.

Originario di Anzio, compirà 32 anni il prossimo 8 giugno, Celestino è stato fortemente voluto dal direttore sportivo Andrea Firrincieli, e ha vestito il gialloblu a partire dalla fine della pausa invernale: «Conoscevo il direttore da tempo, seguendo la sua attività nel calcio femminile nel corso degli anni anche se fino a poco tempo fa ero nel basket. Ho accettato subito perché ritengo che in questo sport i margini di crescita e miglioramento sia professionali-personali che per le atlete sia enorme, e sia perché il progetto della Viterbese che mi ha illustrato è serio e ambizioso».

L’impatto con la squadra, arrivare in corsa non è mai semplice
«No, infatti sono entrato in punta di piedi e con molta umiltà proprio perché c’era un gruppo già consolidato e uno staff formato. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla grande disponibilità mostrata da tutti, soprattutto dalle ragazze che si sono subito “messe in gioco”, vogliose di imparare e migliorare. Questo ha reso indubbiamente tutto più facile. Poi ho visto che c’è grande comunicazione tra staff e squadra, e questo è un aspetto fondamentale per la buona riuscita della stagione, come poi effettivamente è stato».

Dal basket maschile al calcio femminile: cosa cambia per un preparatore atletico?
«Meno di quello che si potrebbe pensare. La cosa fondamentale è la tecnica di svolgimento dell’esercizio, cioè il “come” si fa è spesso più importante del “quanto”. Perché fare un esercizio svolto nel modo giusto è utile per prevenire infortuni, mentre farlo in modo scorretto o senza concentrazione è addirittura dannoso. Ecco, devo dire che anche da questo punto di vista ho notato nelle ragazze un approccio davvero professionale nell’affrontare la parte atletica. C’è sempre grande attenzione e concentrazione, cosa che in atleti dilettanti non è semplice da riscontrare, perché ognuna ha le sue cose al di fuori del campo, chi studia, chi lavora…invece le ragazze quando entrano in campo per l’allenamento girano l’interruttore e sono concentratissime. Questo ovviamente rende il mio compito più semplice e dà anche risultati più importanti a breve ma anche a lungo termine».

Su quali aspetti punti maggiormente?
«Le linee guida ovviamente le detta il mister, che vuole una squadra che sia rapida e reattiva con la parte superiore delle gambe, quindi ci concentriamo sulla struttura di quadricipite e adduttore, che sono muscolature fondamentali per chi gioca a calcio».

Un’attitudine al lavoro che le ragazze stanno mostrando anche in questo periodo difficile senza il campo
«Sì, abbiamo consegnato alla squadra un programma di allenamenti che possono eseguire anche in casa, del tutto simile a quello che hanno svolto durante la pausa invernale. Ci mandano i loro feedback che sono sempre molto positivi».

Volendo essere positivi, quando si potrà tornare in campo, un interrogativo da porsi sarà proprio sulla condizione fisica della squadra
«Sì, ma questo vale per tutte le squadre. Intanto speriamo di poter finire il campionato, anche per dare un senso di compiutezza piena al lavoro che è stato fatto, secondo me molto importante. Al di là del mio apporto, relativo solo agli ultimi tre mesi, questo gruppo è stato in grado di lottare per la prima posizione al primo anno di attività finché non sono sopraggiunti fattori esterni che gli hanno impedito di esprimersi al meglio delle proprie potenzialità. Ora mancano due partite per finire il campionato, e l’obiettivo è chiudere al secondo posto. Ovviamente ci sarà della ruggine da smaltire, ma a questa si potrà ovviare con l’aspetto mentale: voglia, fame, determinazione, cattiveria. E sotto questo punto di vista le nostre Leonesse non sono seconde a nessuno».