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L’eccellente lavoro che la la Viterbese Calcio Femminile sta portando avanti da inizio stagione continua a dare i suoi frutti: è arrivata oggi infatti la convocazione per il prossimo Torneo “Il Calcio è Rosa – Donne e Pace”, versione femminile dello storico torneo “Roma Caput Mundi” per la nostra giovanissima attaccante Carlotta Giudici, grande “scoperta” da parte della dirigenza e rivelazione del campionato.

“Scoperta”, perché Carlotta, che il prossimo 6 marzo compirai 18 anni, avevi deciso tuo malgrado di smettere col calcio qualche anno fa: «Arrivata a 14 anni ho dovuto abbandonare il sogno di continuare a fare calcio perché nella mia zona non c’erano squadre femminili e non potevo più continuare a giocare con i maschi. Fu un brutto colpo e ammetto che è stato davvero difficile decidere di smettere, poi ho cominciato a giocare a pallavolo seguendo le orme di mia sorella maggiore».

La tua storia col calcio inizia prestissimo: «Ho cominciato a sei anni, i miei genitori erano contenti anche perché in casa giocavo solo con i piedi quindi hanno voluto assecondare questa mia inclinazione. E ora che ho ricominciato sono felicissimi, mi seguono sempre. E anche i miei nonni, che vivono sul litorale pontino, quando abbiamo qualche trasferta nel basso Lazio vengono a vedermi e incitarmi. Sapere di avere la famiglia dalla tua parte nello sviluppo delle proprie passioni è importante, e mi dà grande forza».

Abusiamo anche noi dei versi della famosa canzone, però anche in questo caso “gli amori fanno giri immensi, poi ritornano”, eccetera eccetera: «Esatto, forse si trattava solo di aspettare l’occasione giusta, e questa estate quando si è presentata l’opportunità di unirmi al progetto della Viterbese ero entusiasta e incredula. E anche molto incuriosita, perché non seguivo molto il calcio femminile. Anche se il Mondiale in estate aveva fatto riaccendere in me quella voglia che avevo un po’ nascosto in qualche angolo della mia testa dopo aver smesso. Per questo non posso che ringraziare il direttore Andrea Firrincieli e Veronica Di Cerbo per avermi chiamata e dato la possibilità di dimostrare le mie qualità».

E all’improvviso sei stata catapultata in un mondo che neanche pensavi esistesse: «E’ vero – ride -. Dalle mie parti non c’erano fino ad ora realtà strutturate di calcio femminile, quindi quando sono arrivata al primo allenamento sono rimasta scioccata. Avendo vissuto solo esperienze di settore giovanile mai mi sarei immaginata di trovare ragazze, o donne, più grandi di me con esperienza magari decennale alle spalle. E che fossero così brave a giocare!».

Questo approccio “scettico” lo avevi, per così dire, mutuato anche per le prospettive di classifica: «Bé sì, non pensavo potessimo andare così bene fin da subito con un gruppo totalmente nuovo composto da ragazze quasi del tutto sconosciute le une dall’altre. Invece col lavoro, la passione e il sacrificio stiamo costruendo qualcosa di davvero bello. Partita dopo partita ci rendevamo conto delle nostre potenzialità e possibilità. Anche per quanto riguarda me stessa ovviamente: di questo naturalmente ringrazio il mister e il suo staff, oltre alle mie compagne perché senza di loro non sarei arrivata alla Rappresentativa».

Sarai infatti una delle protagoniste della selezione laziale che parteciperà la prossima settimana al torneo “Il Calcio è rosa – Donne e Pace” e avrai anche la possibilità di partecipare all’udienza papale di mercoledì 20: «Sono molto contenta, anche se dopo il primo allenamento pensavo di essere andata malissimo, invece poi mi hanno richiamata per tutti gli stage successivi. Partecipare ad una manifestazione che fa parte della storia del calcio dilettantistico italiano, oltre ad essere un riconoscimento personale credo che sia anche una soddisfazione per tutta la società per il lavoro che sta portando avanti».

In bocca al lupo, Leonessa!